Webconference sulla PNL Nuovo Codice Nonostante la mia perplessità iniziale, tempo fa abbiamo lan…
Webconference sulla PNL Nuovo Codice
Nonostante la mia perplessità iniziale, tempo fa abbiamo lanciato una serie di webconference (qualcuno li chiamerebbe impropriamente webinar) introduttive, le prime sul tema in generale della PNL, le ultime incentrate sulla PNL Nuovo Codice, l'evoluzione della PNL del suo co-fondatore John Grinder, che hanno registrato un forte riscontro.
Sono incontri nei quali il partecipante, comodamente seduto a casa (o in ufficio), accede gratuitamente dal proprio computer, connesso a internet, al video-audio di me (altrettanto comodamente seduto) che parlo di un tema specifico in diretta (attraverso chat è possibile fare domande, commenti ecc.)
La mia perplessità è fondamentalmente basata sulla considerazione che la PNL può essere appresa solo attraverso l'esperienza e, se dovessi consigliare qualcuno sul modo migliore per "conoscere" la PNL, idealmente insisterei affinché abbia prima l'esperienza e poi eventualmente incontri in webconference, lettura di libri, ecc.
"Esperienza prima di tutto".
Esperienza, aggiungo di qualità.
Questo nel mondo ideale.
Ma come può selezionare una persona un percorso di PNL "di qualità" se non conosce la materia o non conosce il trainer?
Emerge in tutta la sua rilevanza un tema che tratterò diffusamente, quello dell'"asimmetria informativa" nella scelta.
Nonostante tutte le limitazioni del caso (esperienza mediata dalla tecnologia, impossibilità di sperimentare e di fare esercizi, impossibilità da parte mia di nutrirmi del feedback non verbale degli interlocutori…), questi incontri in webconference si sono rilevati soddisfacenti per i partecipanti.
Il prossimo, dal titolo "Introduzione alla PNL Nuovo Codice", si terrà giovedì 16 febbraio p.v. alle 20, come sempre gratuitamente.
Chi fosse interessato si registri nella home del sito www.originalnlp.eu e contatti info@talentigroup.net.
Dare valore al nostro tempo e alle fonti di informazione che utilizziamo In un mondo in cui siamo…
Dare valore al nostro tempo e alle fonti di informazione che utilizziamo
In un mondo in cui siamo letteralmente bombardati dalle informazioni e nel quale le informazioni stesse giocano un ruolo rilevante per la qualità della nostra vita, un'attenta selezione delle stesse risulta essere fondamentale.
Per questo motivo voglio chiarire un punto per me fondamentale.
Per quale motivo seguire quello che il sottoscritto scrive sulle pagine di Google+?
Per rispondere a questa domanda può essere molto utile a chi legge capire prima di tutto la mia intenzione.
La mia intenzione è quella di contribuire, anche attraverso questo strumento, a fornire informazioni, spunti, strumenti per migliorare la qualità della nostra vita.
Sia che io parli di crescita personale, di sviluppo professionale e organizzativo, di PNL, di PNL Nuovo Codice, di marketing a basso costo, di Guerrilla Marketing, di tecnologia, eccetera, tutto quello che scrivo è rivolto in modo diretto o indiretto, utilizzando le mie conoscenza e competenze, proprio a questo: migliorare la qualità della vita di chi legge e informare sulle mie iniziative rivolte in tal senso.
Essere chiari fin da principio può aiutare il lettore a prendere decisioni consapevoli e informate.
Il paletto che mi sono posto e che cerco di rispettare, in quanto rispetto chi legge e rispetto me stesso, sono quasi esclusivamente informazioni che considero ad alto valore aggiunto.
Invito tutti ad unirsi in questo percorso, postando commenti con idee, spunti e quant'altro.
E se non rispetto quello che ho dichiarato, ditemelo per favore.
"Postate con attenzione, pensando al valore aggiunto che potete dare al vostro lettore e al tempo che dedicate a scrivere" a mio avviso è un'interessante linea guida.
Ne vale la pena.
Per chi non sa come fare a seguirmi, basta inviarmi una email.
In ogni caso potete intanto segnarvi (e visitare) questo indirizzo dove compaiono i miei post pubblici:
https://plus.google.com/u/0/112026979887052009385/posts
Potete anche visitare il mio sito personale, dove automaticamente compaiono i post scritti su Goggle+ (attenzione, sul mio sito personale non si possono inserire i commenti):
http://www.andreafrausin.com/category/google/
Per chi non desidera più ricevere comunicazioni da me, prego inviare una email con la scritta "cancellami".
Alcune altre considerazioni sulla mia scelta di utilizzare un cosiddetto social media
Ho riflettuto molto prima di avventurarmi nel mondo social, prima di tutto ponendomi una domanda, fondamentale per chiunque desideri valorizzare al meglio il proprio tempo (e la propria vita):
"qual è la mia intenzione?"
I social network infatti possono diventare "high time spending", possono diventare, facendo a meno dell'inglese, dei "ladri di tempo" se non illuminiamo la nostra strada con una chiara e definita intenzione.
La seconda domanda che mi sono posto è:
"come nello specifico soddisfare questa mia intenzione (intenzioni, ne sono emerse più d'una)?"
Ho poi iniziato a muovere i primi passi che potete leggere su queste pagine di Google+.
Mentre stavo già "camminando", la domanda che mi sono posto è:
dato che gli argomenti di cui parlo sono di vario tipo, come comunicare al lettore o al potenziale lettore in modo sintetico la mia intenzione nello scrivere questi post, in modo da capire se vale la pena aggiungermi alle sue cerchie e seguirmi?
Questo post/email per chi lo riceve nella sua posta elettronica vuole rispondere a questa domanda.
Buona domenica
Andrea
Aziende e organizzazioni e sviluppo delle persone Un direttore finanziario chiede al suo amminist…
Aziende e organizzazioni e sviluppo delle persone
Un direttore finanziario chiede al suo amministratore delegato "cosa succede se investiamo nello sviluppo delle persone che lavorano con noi e poi loro lasciano l'azienda?" L'amministratore delegato risponde: "Cosa succede se non lo facciamo e rimangono qui?"
PNL, marketing e etica Con la collaborazione di chi legge mi piacerebbe aprire un dibattito su PN…
PNL, marketing e etica
Con la collaborazione di chi legge mi piacerebbe aprire un dibattito su PNL, marketing ed etica, con un respiro il più ampio possibile, ovvero da diverse prospettive tra le quali:
-individuale, le opinioni soggettive sul tema, secondo la dimensione che la persona stessa ritiene più rilevante per se stessa
-economico, riflettendo sull'efficacia di quanto viene proposto nel dibattito da un punto di vista del risultato
-sociale, mettendo in evidenza l'impatto delle opinioni soggettive sul tema (e delle loro conseguenze) dal punto di vista sociale appunto
Apro il dibattito con una frase di Jay Conrad Levinson, creatore del Guerrilla Marketing, che forse sorprenderà il lettore dato che viene detta da un uomo marketing, frase che condivido pienamente:
"Il marketing è la verità resa affascinante"
Alle volte purtroppo è la "balla" resa verità.
A alimentare il dibattito (inserendo il terzo elemento, la PNL) è la considerazione che molto spesso la PNL viene vista (erroneamente secondo la mia opinione) come manipolazione nel senso peggiore del termine.
Cosa ne pensate?
Anche se leggete a distanza di tempo da questo post, e desiderate farlo, inserite il vostro commento, il dibattito rimane aperto…
Grazie della collaborazione.
Formazione e formatore In un mondo che si sta modificando ad un ritmo mai conosciuto finora le pe…
Formazione e formatore
In un mondo che si sta modificando ad un ritmo mai conosciuto finora le persone necessitano di strumenti efficaci per affrontare e gestire il cambiamento per far fronte con successo alle nuove sfide. In questo contesto il formatore, per rispondere a queste esigenze diffuse, deve essere sempre più un consulente e agevolatore dei processi di cambiamento.
Sentiamo oggi parlare dell’importanza della formazione dalla mattina alla sera: è senza dubbio un tema di grande attualità. Ma cosa intendiamo per formazione? Poniamoci questa domanda: cosa mi viene in mente quando leggo e ascolto la parola “formazione”? Ben presto, interpellando più persone che non siano formatori (che solitamente danno delle definizioni molto astratte del termine), ci faremo un’idea di qual è il significato percepito da coloro che sono gli utenti finali di questo sempre più fondamentale servizio alla persona. E perché è tanto importante conoscere il significato percepito dal “cliente” della formazione? Innanzitutto perché è ad ogni utente, singolarmente e soggettivamente preso, che la formazione si rivolge per agevolare dei processi. La formazione ed i formatori di tipo tradizionale tendono per comodità o per abitudine a riproporre dei corsi o moduli già fatti, già progettati per qualcun altro ed in alcuni casi utilizzano anche la stessa modalità espositiva, le stesse parole. La mia domanda è: a chi serve questo tipo di formazione? Probabilmente può servire, ed in misura non determinante, a chi deve frequentare dei corsi cosiddetti di base. Ma a questo punto perché non creare una serie di videocassette o cd rom da guardare ed ascoltare individualmente nel momento che l’utente ritiene più opportuno, risparmiando notevoli costi? In questo senso credo che le nuove tecnologie possano agevolare notevolmente il processo formativo. Ma qual è la Formazione, quella con la F maiuscola per intenderci, che può dare alle persone una vera marcia in più per conquistare un soddisfacente posto di lavoro, per esaltare le proprie doti e capacità, per migliorare dando un maggiore contributo a sé stessi, all’azienda per cui si opera ed in ultima analisi alla società in cui si vive? A questa domanda il lettore si starà soggettivamente già rispondendo. Io penso che la Formazione di questo tipo debba essere una formazione centrata sulla persona, sulle sue soggettive esigenze: questa è la vera rivoluzione copernicana. Lavorare sulla e per la persona consente all’intervento formativo di raggiungere efficacemente i suoi obiettivi. Comunicare realmente alla persona significa che ogni intervento non solo è diverso perché progettato in base alle specifiche esigenze aziendali o degli enti che lo richiedono ma perché vi partecipano persone diverse, con le loro individualità, con i loro metodi di apprendimento, con le loro sensibilità ed interessi. Quindi ogni singolo intervento deve essere diverso, quand’anche gli obiettivi e i messaggi trasmessi sono gli stessi. Per essere realmente efficaci occorre rispondere con flessibilità alle persone presenti adattando argomenti, materiali, simulazioni per ottenere gli obiettivi stabiliti. Ovviamente ciò richiede una notevole attenzione all’individuo da parte del formatore, delle conoscenze approfondite sugli stili di apprendimento, sulla gestione degli stati emotivi delle persone, sul parlare in pubblico e sull’utilizzo di tutta la comunicazione, sia quella verbale che quella non verbale. Questo si traduce in un valore strategico fondamentale della Formazione, per la vita delle persone e delle aziende. Questo è il plusvalore di una lezione d’aula o di un intervento di formazione e consulenza individuale rispetto all’utilizzo di cassette o di cd rom. Infatti l’utilizzo di prodotti standardizzati presuppone una grande maturità dell’utilizzatore. E chi ha fatto anche solo qualche sporadico intervento in un aula sa che il successo dipende dalla capacità del formatore di coinvolgere attivamente, di motivare le persone all’apprendimento: gran parte del lavoro del docente sta non nel contenuto ma nella forma in cui il contenuto viene trasmesso. Solo così il contenuto viene recepito, metabolizzato e soprattutto utilizzato nella vita pratica, professionale, aziendale e personale. Molti degli interventi cui ho assistito negli anni da utente della formazione e cui tuttora assisto quale operatore del settore puntano quasi esclusivamente sul contenuto, anche se formalmente sostengono molte delle tesi che ho trattato. Cattive abitudini che derivano da anni in cui la formazione era centrata sul contenuto e sull’insegnante si fanno ancora pesantemente sentire. A fare realmente la differenza in aula è il formatore, con le sue competenze di gestione delle relazioni, con la sua capacità di motivare le persone, con la sua abilità di essere flessibile per assistere le persone nel processo di cambiamento. “Educare” significa etimologicamente “trarre fuori” e quindi portare oltre il già noto, allargando la concezione della realtà, fornendo ulteriori possibilità di scelta oltre a quella di cui già la persona dispone. Ciò richiede all’educatore un continuo processo di auto-miglioramento, di aggiornamento delle competenze ma anche una forte consapevolezza dell’importanza sociale del ruolo che riveste. Per fare questo e per essere realmente efficace deve avere esperienze diverse, deve conoscere l’azienda, deve conoscere le persone, non può e non deve essere solamente un formatore, cioè una persona che spiega in aula i materiali, magari preparati e progettati da altri. Il ruolo di formatore-consulente sarà centrale quanto centrale è la figura della persona, utente del corso formativo: in una società in cui la conoscenza, in cui il saper pensare accanto al saper agire, in cui l’abilità di autogestire sé stessi in contesti di grande incertezza è diventato una condizione indispensabile, il formatore-consulente diviene agente che agevola il cambiamento cooperando in modo strategico alla crescita e allo sviluppo delle persone, delle aziende e della società.
Andrea Frausin
PS: ho riscoperto con piacere questo mio articolo scritto nell'ormai lontano 2003, che a mio avviso è ancora molto attuale
Metodi e strumenti concreti per un marketing efficace e a basso costo Diversi anni fa mi ero reso…
Metodi e strumenti concreti per un marketing efficace e a basso costo
Diversi anni fa mi ero reso conto (ho un background di studi di economia) che quello che era scritto nella maggior parte dei libri di marketing era stato scritto per grandi aziende che disponevano di ingenti capitali da investire nel marketing.
E per i piccoli business, come il mio, cosa si poteva fare?
Ero alla ricerca di qualcosa di estremamente pratico che mi consentisse di far percepire ai potenziali clienti il valore di quello che facevo, a costo praticamente zero, e che mi facesse aumentare i guadagni.
Sembrava "mission impossible" finché, grazie ad un amico di Londra, mi sono imbattuto in una disciplina per me allora totalmente sconosciuta, il "Guerrilla Marketing".
Il mio amico mi disse qualcosa come: "comprati dei libri su Guerrilla Marketing, e vedrai che troverai tante risposte a quello che stai cercando"
Nonostante la mia diffidenza – tra l'altro mi piaceva poco questo nome molto particolare che evocava la tragicità delle guerre – approfittando della mia naturale curiosità a verificare e a sperimentare ho preso dei testi al riguardo e…
ho cominciato ad applicare con sistematicità il metodo e gli strumenti, e mi sono accorto che… funziona.
Sono andato avanti per anni a studiare il Guerrilla Marketing e ad applicarlo al mio piccolo business finché ho deciso di formarmi con il suo creatore, Jay Conrad Levinson.
Ho conosciuto un uomo molto generoso, voglioso di diffondere il frutto della sua creatività e delle sue capacità per consentire agli small business (e non solo a quelli) di ottenere grandi risultati con piccoli budget, mettendo a frutto la sua incredibile esperienza nel mondo del marketing (Steve Jobs e Bill Gates erano stati dei suoi allievi). Ho conosciuto una persona estremamente attenta ad imparare cose nuove e a migliorare costantemente.
Come risultato del mio percorso (anche nel settore nel quale sono più conosciuto, lo sviluppo personale e professionale) lo stesso Levinson mi ha accreditato, tra i pochi al mondo, come Guerrilla Marketing Master Trainer (anche se per me i titoli contano poco, conta quello che si sa fare!), consentendomi di formare le persone nel Guerrilla Marketing così come creato e sviluppato da lui.
Ho quindi iniziato l'opera di divulgazione del Guerrilla Marketing in Italia e mi sono accorto che…
che quello che sui giornali e sul web viene definito Guerrilla Marketing in realtà non lo è.
Guerrilla Marketing in Italia sembra diventato sinonimo di azioni eclatanti che fanno parlare di sé. Queste azioni molte volte sono contro la legge o ai limiti della legalità oppure tendono a offendere le persone.
Ma il Guerrilla Marketing è tutt'altro!
Prima di tutto il Guerrilla Marketing è massimamente rispettoso delle persone e delle normative.
In seconda istanza il Guerrilla Marketing è una metodologia e un insieme di strumenti (anche) non convenzionali, per raggiungere risultati convenzionali (guadagni e soddisfazione).
Una metodologia che segue una precisa strategia in base alla quale vengono selezionati gli strumenti (definiti metaforicamente "armi"), oltre 200, di cui oltre la metà sono gratuiti.
Esatto, avete sentito bene, gratuiti.
Il Guerrilla Marketing è un metodo semplice e un insieme di strumenti concreti e subito applicabili per un marketing ad alto impatto e con investimenti limitati.
Il Guerrilla Marketing tra l'altro è diventato le serie di libri più conosciuta sul marketing a livello mondiale (oltre 22 milioni di copie vendute con traduzioni in oltre 70 lingue).
Ed è paradossalmente poco conosciuto in Italia:
paradossalmente in quanto il Guerrilla Marketing è progettato per small business e l'Italia è il paese degli small business;
paradossalmente in quanto in questo momento economico sempre di più piccole imprese (e non solo piccole), professionisti, responsabili del marketing e della comunicazione, piccoli imprenditori sono alla ricerca di metodi e strumenti concreti per un marketing ad alto impatto con budget limitati.
Siamo partiti con delle iniziative di divulgazione del Guerrilla Marketing per consentire agli small business (e non soltanto) di avvalersi delle migliori strategie testate per un marketing ad alto impatto. I risultati sono realmente importanti.
Se desiderate saperne di più, www.guerrillamarketingitalia.net
Google+ e persone nelle cerchie Ho notato che se, come me, scegliete di NON mostrare le persone c…
Google+ e persone nelle cerchie
Ho notato che se, come me, scegliete di NON mostrare le persone che ti hanno aggiunto alle cerchie (se, al contrario, lo fate compaiono con loro dati specifici del profilo), quando una persona visita il tuo profilo su Google+, sotto la tua immagine, compare la scritta: nelle cerchie di [nome] (0) come se nessuno ancora avesse deciso di aggiungerti alle sue cerchie. Spero che Google implementi una funzione per rendere visibile il numero degli iscritti alle tue cerchie preservando il "chi" è iscritto nelle stesse.
Ho riscoperto un articolo sulla PNL che ho scritto tempo fa (2005) e che condivido qui di seguito…
Ho riscoperto un articolo sulla PNL che ho scritto tempo fa (2005) e che condivido qui di seguito.
Evidenzio dei punti che trovo interessanti.
I commenti sono benvenuti
La mia passione per la PNL
Ho conosciuto la Programmazione Neuro-Linguistica per puro caso mentre compivo i primi passi nel campo della distribuzione dei servizi finanziari ed assicurativi, e cercavo nuovi clienti agli inizi del 1997.
Ricordo ancora di essermi iscritto al mio primo seminario di PNL, investendo allora la più grande cifra io avessi mai investito: si trattava di un seminario sul miglioramento personale, ad opera di un ipnoterapeuta di scuola ericksoniana, di professione comunicatore, molto carismatico e che si definiva esperto di PNL.
Da allora ho cominciato ad interessarmi alla disciplina, non tanto, com’era l’obiettivo iniziale, per migliorare le mie abilità di comunicazione orientata alla vendita, quanto per sviluppare le mie abilità, affrontando, in un meraviglioso e avventuroso percorso personale, i piccoli e grandi limiti personali attraverso l’applicazione ed auto-applicazione degli schemi della PNL (inizialmente prevalentemente il modello noto con il nome di Ristrutturazione in 6 fasi) ed intraprendendo il percorso per un continuo auto-miglioramento.
Parallelamente alla mia attività finanziaria, che si sviluppava con un certo successo, portavo avanti quella che era diventata la mia passione attraverso la viva partecipazione a seminari, la loro organizzazione e l’applicazione degli strumenti appresi in ogni contesto e con ogni persona possibile.
Quando mi sono accorto di alcune incongruenze piuttosto palesi nel mio primo docente (che tra l’altro sembrava auto-accreditatosi, non risultando in nessun modo certificato da nessuno dei due co-fondatori della disciplina), comunque grato per avermi fatto conoscere la PNL ed avermi fornito alcuni efficaci strumenti di auto-cambiamento nei numerosi percorsi formativi frequentati, ho re-iniziato praticamente daccapo il percorso di formazione in PNL attraverso la partecipazione a Practitioner, Business Practitioner, Master Practitioner e numerosi seminari di PNL applicati al business, investendo parecchie risorse finanziarie, di trainer italiani ed internazionali accreditati dal dr. Richard Bandler, co-fondatore della disciplina.
Nel frattempo in campo finanziario la mia carriera proseguiva, divenendo dopo alcuni anni di esperienza, area manager di un’importante società di consulenza finanziaria indipendente.
Parallelamente avevo iniziato attività di formazione anche al di fuori della mia azienda come docente free lance conseguendo risultati giudicati piuttosto eclatanti, in termini di soddisfazione, apprendimento ed applicazione di abilità da parte dei partecipanti.
Decisi allora di seguire la mia passione, partecipai nel 2002 al Trainer Training a Londra presso l’allora McKenna Breen Ltd venendo certificato da Richard Bandler e la Society of Neuro-Linguistic Programming come Licensed Trainer of NLP.
Dal 2003 ho fondato Anima srl, società di consulenza, formazione e coaching, e ho deciso di depositare i marchi Anima NLP e OriginalNLP per il coaching, la formazione e la consulenza utilizzando la PNL.
Insoddisfatto della qualità della formazione PNL in Italia, della tremenda confusione esistente, e forte dei successi e dei risultati presso le aziende, spinto dalla passione per la PNL, consapevole dei benefici derivanti da una sua congruente, competente e saggia applicazione, Anima NLP [brand utilizzato inizialmente quando ancora operavo come trainer di Richard Bandler] e OriginalNLP sono il mio tentativo, insieme a persone appassionate e competenti (in specifici campi) che si stanno aggregando nel cammino, di fornire una risposta di qualità superiore per la ricerca, la formazione, il coaching e la consulenza utilizzando la Programmazione Neuro-Linguistica.
Nel 2004 dopo aver conosciuto in un seminario sul coaching John Grinder, l’altro fondatore assieme a Richard Bandler della PNL, colpito dalla sua congruenza, competenza, passione e umanità, ho deciso di ri-mettermi ulteriormente in gioco partecipando nel 2005 al Trainer Training di Londra nel quale sono stato certificato trainer anche da John Grinder e Carmen Bostic St. Clair, divenendo uno dei pochi trainer a livello internazionale ad essere certificato recentemente da entrambi i fondatori della disciplina.
Da questa prospettiva multipla privilegiata, nonché dalle applicazioni sviluppate in otto anni di attività [ora 15 anni di attività], mi trovo a condividere senza riserve il progetto di John Grinder e di Carmen Bostic St. Clair di creare una legittima comunità di ricerca PNL con una rinnovata attenzione sul modellamento dell’eccellenza, il vero cuore pulsante della PNL, senza il quale la PNL rischia di scomparire, assorbita in altri approcci volti allo studio dell’eccellenza umana.
OriginalNLP, con la mia supervisione, vuole essere un centro di eccellenza in PNL, nella formazione PNL, nelle applicazioni PNL e nel modellamento PNL; il sito internet [*www.originalnlp.eu] vuole fornire una serie di importanti strumenti e distinzioni, quali ad esempio la *differenza tra il modellamento PNL ed il modellamento analitico o la distinzione forma / contenuto, cruciali per distinguere la PNL dagli altri campi di studio dell’eccellenza, nonché una prospettiva della PNL secondo il suo fondatore dr. John Grinder.
Andrea Frausin
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Uno dei motivi che mi hanno spinto a usare Google+ e non altri servizi è il modo in cui viene gestita la privacy.
Ad esempio Google ha sposato la "campagna per la liberazione dei dati" consentendo ai suoi utenti di esportare tutti i propri dati su altri servizi, anche concorrenti, o di cancellarli in modo rapido e semplice dal database.
Leggo ora una notizia interessante di unificazione dei dati personali dei propri utenti da parte di Google
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=10020&ID_sezione=38



